La tiroidite di Hashimoto è la causa più frequente di ipotiroidismo nei paesi con adeguato apporto di iodio. È una malattia autoimmune: il sistema immunitario produce anticorpi che attaccano progressivamente la tiroide.
Come si manifesta
Il decorso è lento, spesso silenzioso per anni. All’inizio la tiroide compensa e gli esami restano normali. Con il tempo la funzione cala e compaiono i segni dell’ipotiroidismo: stanchezza, freddolosità, aumento di peso, pelle secca, umore basso.
In alcuni casi, nelle fasi iniziali, si può osservare una fase transitoria di ipertiroidismo dovuta al rilascio di ormoni dalle cellule danneggiate.
Gli esami che la evidenziano
La diagnosi si basa sulla combinazione di funzione tiroidea e autoanticorpi:
- TSH — in genere il primo ad alterarsi, aumentando
- FT4 — cala nelle fasi più avanzate
- Anticorpi anti-TPO — l’elemento chiave: sono elevati nella maggior parte dei casi
- Anticorpi anti-tireoglobulina — talvolta aggiunti per completare il quadro
Il pacchetto “Screening Tiroide” comprende TSH Riflesso e anticorpi anti-tireoperossidasi, cioè i due parametri principali per questo tipo di valutazione.
Anticorpi positivi senza sintomi
Capita di trovare anti-TPO elevati con funzione tiroidea ancora perfettamente normale. Significa che c’è una predisposizione autoimmune, non che serva una terapia. In questi casi si imposta un monitoraggio periodico per cogliere l’eventuale evoluzione.
Chi è più esposto
La malattia è nettamente più frequente nelle donne e ha una componente familiare. Il rischio è più alto in chi ha già altre condizioni autoimmuni, come celiachia o diabete di tipo 1. È uno dei motivi per cui a volte questi accertamenti vengono richiesti insieme.
Convivere con Hashimoto
Non è una condizione che si risolve, ma è ben gestibile. Quando la funzione tiroidea cala, la terapia sostitutiva riporta i valori nella norma e i sintomi rientrano. I controlli periodici servono a mantenere il dosaggio corretto.
Domande frequenti
La dieta influisce sull’Hashimoto?
Non esistono diete che curino la tiroidite autoimmune. Un’alimentazione equilibrata è utile in generale; le restrizioni drastiche autoimposte non hanno dimostrato benefici e possono creare carenze.
Ogni quanto ripetere gli anticorpi?
Una volta accertata la positività, ripeterli di frequente aggiunge poco: il monitoraggio si concentra su TSH e FT4, che guidano le decisioni terapeutiche.
Domande frequenti
Anti-TPO positivi significano malattia in corso?
Indicano una reazione autoimmune verso la tiroide, ma non necessariamente una disfunzione già presente. Servono TSH e FT4 per valutare la funzione.
L'Hashimoto è ereditaria?
C'è una predisposizione familiare, ma non una trasmissione diretta. Avere un parente stretto affetto aumenta il rischio e rende ragionevole un controllo.
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Nota. Questo articolo ha finalità divulgativa e informativa. Non sostituisce
il parere del medico, la diagnosi o la prescrizione di esami e terapie. Per l’interpretazione
dei referti e per qualsiasi decisione riguardante la tua salute, rivolgiti al medico curante o
allo specialista di riferimento.


