Durante la gravidanza il fabbisogno di ferro aumenta in modo significativo: serve per l’aumento del volume di sangue materno, per la placenta e per il feto. È uno dei motivi per cui l’anemia in gravidanza è frequente.
Perché aumenta il fabbisogno
Il volume plasmatico cresce più rapidamente della massa di globuli rossi. Ne deriva una diluizione fisiologica che fa scendere leggermente l’emoglobina anche in assenza di vera carenza.
A questo si aggiunge il consumo effettivo di ferro da parte del feto, che si concentra soprattutto nel terzo trimestre.
Come si monitora
Emocromo — l’esame di base, ripetuto più volte durante la gestazione. Fornisce emoglobina, ematocrito e MCV.
Sideremia — il ferro circolante.
Ferritina — le riserve. È il parametro più sensibile: può essere già bassa quando l’emoglobina è ancora normale.
Distinguere la diluizione dalla carenza
Un lieve calo dell’emoglobina in gravidanza è atteso e non richiede necessariamente interventi. Diventa significativo quando si accompagna a ferritina bassa e MCV ridotto, che indicano una vera carenza di ferro.
È il ginecologo a valutare la differenza e a stabilire se serve un’integrazione.
I sintomi
- stanchezza superiore a quella attesa in gravidanza
- pallore
- fiato corto per sforzi modesti
- capogiri
- battito accelerato
Il problema è che stanchezza e fiato corto sono comuni in gravidanza anche senza anemia: solo gli esami distinguono.
Il ferro nell’alimentazione
Ferro eme — di origine animale, meglio assorbito. Carne, pesce, uova.
Ferro non eme — vegetale, meno biodisponibile. Legumi, verdure a foglia verde scuro, frutta secca.
Migliorare l’assorbimento
- Abbinare la vitamina C: succo di limone sulle verdure, agrumi a fine pasto
- Distanziare tè e caffè dai pasti principali: riducono l’assorbimento
- Non assumere integratori di ferro insieme a latticini o calcio
- Assumere il ferro lontano dai pasti, se tollerato
Sull’integrazione
Va sempre valutata dal ginecologo. Assumere ferro senza necessità non è privo di effetti: può causare disturbi gastrointestinali e, in eccesso, accumularsi.
Un effetto collaterale comune, ma innocuo, è il colore scuro delle feci.
Domande frequenti
Ogni quanto controllare l’emocromo in gravidanza?
Di norma almeno una volta per trimestre, con eventuali controlli aggiuntivi se emergono alterazioni.
Serve il digiuno?
Per l’emocromo no. Per la sideremia è preferibile il prelievo mattutino a digiuno.
Domande frequenti
L'anemia in gravidanza è pericolosa per il bambino?
Forme lievi sono comuni e ben gestibili. Carenze marcate e prolungate vanno corrette, per questo il monitoraggio è parte del percorso standard.
Posso prendere il ferro di mia iniziativa?
Meglio di no. Va valutato dal ginecologo in base agli esami: l'integrazione non necessaria può dare effetti indesiderati.
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Nota. Questo articolo ha finalità divulgativa e informativa. Non sostituisce
il parere del medico, la diagnosi o la prescrizione di esami e terapie. Per l’interpretazione
dei referti e per qualsiasi decisione riguardante la tua salute, rivolgiti al medico curante o
allo specialista di riferimento.


