Il colesterolo è tra i valori più discussi e più fraintesi. La confusione nasce dal fatto che ci si concentra sul totale, mentre le informazioni utili stanno nelle sue componenti.
Cos’è il colesterolo
È una sostanza indispensabile: serve a costruire le membrane cellulari, produrre ormoni e vitamina D. Il problema non è la sua presenza, ma come si distribuisce.
Non essendo solubile nel sangue, viaggia legato a proteine di trasporto. Le due principali sono LDL e HDL.
LDL: quello da tenere basso
Le lipoproteine a bassa densità portano il colesterolo dal fegato ai tessuti. Quando sono in eccesso, il colesterolo tende a depositarsi nelle pareti delle arterie formando placche.
L’LDL è il parametro più direttamente correlato al rischio cardiovascolare, ed è il bersaglio principale degli interventi terapeutici.
HDL: quello protettivo
Le lipoproteine ad alta densità fanno il percorso inverso: raccolgono il colesterolo in eccesso dai tessuti e lo riportano al fegato. Valori più alti sono associati a minor rischio.
Attività fisica regolare, sospensione del fumo e grassi di qualità nella dieta contribuiscono ad alzare l’HDL.
Trigliceridi
Sono un’altra forma di grassi circolanti, molto sensibili all’alimentazione: alcol, zuccheri semplici e carboidrati raffinati li fanno salire rapidamente.
Sono anche il valore più influenzato da un digiuno non rispettato: un pasto la sera prima può alterarli significativamente.
Perché il totale non basta
Due persone con colesterolo totale 220 possono avere profili opposti:
- una con LDL alto e HDL basso — rischio elevato
- una con LDL contenuto e HDL molto alto — situazione più favorevole
Il totale comprende entrambe le frazioni: guardarlo da solo può essere fuorviante.
I valori di riferimento non sono uguali per tutti
Gli obiettivi per l’LDL non sono universali: dipendono dal rischio cardiovascolare complessivo, che tiene conto di età, pressione, fumo, diabete, familiarità.
Chi ha già avuto eventi cardiovascolari ha obiettivi molto più stringenti di una persona sana senza fattori di rischio. Per questo il referto va sempre interpretato dal medico nel contesto individuale.
Come prepararsi
Digiuno di 12 ore, evitando pasti abbondanti e alcol la sera precedente. È il gruppo di esami più sensibile alla preparazione.
Cosa fare se i valori sono alterati
Il primo intervento riguarda lo stile di vita: alimentazione, attività fisica regolare, sospensione del fumo, controllo del peso. La terapia farmacologica si valuta in base al rischio complessivo, non al singolo numero.
Domande frequenti
Il colesterolo alto dà sintomi?
No, ed è proprio questo il problema: resta silenzioso finché non causa danni. Solo gli esami lo rivelano.
Ogni quanto controllarlo?
Con valori normali, ogni uno-due anni dopo i 40. Se alterato o in terapia, con la frequenza indicata dal medico.
Domande frequenti
Posso bere caffè prima del prelievo?
Meglio evitarlo, soprattutto se zuccherato o con latte. Solo acqua naturale durante il digiuno.
Le uova fanno alzare il colesterolo?
Il loro impatto sul colesterolo ematico è molto inferiore a quanto si credeva. Contano di più i grassi saturi complessivi e lo stile di vita.
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Nota. Questo articolo ha finalità divulgativa e informativa. Non sostituisce
il parere del medico, la diagnosi o la prescrizione di esami e terapie. Per l’interpretazione
dei referti e per qualsiasi decisione riguardante la tua salute, rivolgiti al medico curante o
allo specialista di riferimento.


