Sembra un paradosso: viviamo in un paese soleggiato, eppure la carenza di vitamina D è molto diffusa. La ragione sta nel modo in cui viviamo, più che nel clima.
Cos’è la vitamina D
Più che una vitamina è un ormone. La produciamo per l’80-90% nella pelle sotto l’effetto dei raggi UVB; solo una piccola quota arriva dall’alimentazione.
Ha un ruolo centrale nell’assorbimento del calcio e nella salute ossea, e recettori per la vitamina D sono presenti in molti tessuti dell’organismo.
Perché ne manca
- Vita al chiuso — lavoro, scuola e tempo libero si svolgono prevalentemente in ambienti interni
- Protezioni solari — necessarie per la salute della pelle, riducono però la sintesi di vitamina D
- Stagionalità — nei mesi invernali l’inclinazione dei raggi solari rende la sintesi cutanea molto ridotta
- Età — la capacità della pelle di produrla diminuisce con gli anni
- Alimentazione — pochi alimenti ne contengono quantità significative: pesce grasso, tuorlo, alcuni funghi
Cosa comporta la carenza
Nelle forme lievi spesso non dà sintomi evidenti. Quando è marcata può comparire dolore osseo diffuso, debolezza muscolare, maggiore facilità alle fratture.
Nel lungo periodo contribuisce alla riduzione della densità ossea, tema particolarmente rilevante nelle donne dopo la menopausa e negli anziani.
Chi dovrebbe controllarla
- donne in menopausa
- persone anziane
- chi ha avuto fratture da traumi lievi
- chi ha malattie che riducono l’assorbimento intestinale
- chi assume farmaci che interferiscono col metabolismo osseo
- chi ha esposizione solare molto limitata
Nella popolazione generale sana, il dosaggio di routine non è sempre indicato: va valutato col medico.
Come si misura
Si dosa la 25-idrossivitamina D nel sangue, che riflette lo stato complessivo. Non richiede digiuno.
È compresa nel check-up donna e nel check-up menopausa, insieme a FSH e 17 ß-estradiolo.
Sull’integrazione
L’integrazione va sempre valutata dal medico: dosaggio e durata dipendono dal valore di partenza e dalla condizione clinica.
L’assunzione fai-da-te a dosi elevate non è priva di rischi: la vitamina D si accumula nell’organismo e l’eccesso può causare alterazioni del calcio.
Domande frequenti
Basta stare al sole?
D’estate un’esposizione moderata e regolare contribuisce sensibilmente. In inverno, alle nostre latitudini, la sintesi cutanea è molto ridotta.
Ogni quanto ripetere il dosaggio?
Se si sta assumendo un’integrazione, il medico indica quando ricontrollare — di solito dopo alcuni mesi.
Domande frequenti
La vitamina D serve solo per le ossa?
L'evidenza più solida riguarda salute ossea e metabolismo del calcio. Altri ambiti sono studiati ma con conclusioni meno definite.
Serve il digiuno?
No, il dosaggio della vitamina D non lo richiede. Se fa parte di un pacchetto con glicemia, il digiuno serve per quella.
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Nota. Questo articolo ha finalità divulgativa e informativa. Non sostituisce
il parere del medico, la diagnosi o la prescrizione di esami e terapie. Per l’interpretazione
dei referti e per qualsiasi decisione riguardante la tua salute, rivolgiti al medico curante o
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